Emozioni e azioni

Come trasformare un’emozione in un’azione efficace.

“Il problema non risiede nello stato d’animo in sé ma nell’appropriatezza dell’emozione e della sua espressione” (Aristotele).

Tutte le emozioni sono impulsi ad agire, ogni emozione ci predispone all’azione in modo caratteristico. Accade molto spesso che l’azione risulti inappropriata poiché l’impulso o un’inadeguata interpretazione dell’emozione prevalga, creando veri e propri “sequestri emozionali” (Goleman).

Come si manifesta un’emozione?

L’esperienza soggettiva in risposta a un evento esterno o interno a noi, che viene denominata emozione, (per esempio “ho paura”), è in realtà costituita da diversi elementi: mutamenti fisiologici e sensazioni (accelerazione del battito cardiaco, affanno, morsa allo stomaco), impulsi (voglia di scappare), il tutto coronato da una sequenza di pensieri (non ce la farò).

Perché molte persone agiscono impulsivamente?

Quando parlo di azione impulsiva o meglio di reazione mi riferisco all’incapacità di riconoscere l’emozione nel momento in cui si presenta e alla difficoltà a gestire i pensieri ad essa collegati, diventando non i protagonisti del nostro agire ma semplicemente un risultato e il più delle volte, disfunzionale.

Siamo portati a reagire e non ad agire. Siamo spesso preda dei nostri automatismi, non comprendendo che le situazioni sono diverse, le persone con cui ci confrontiamo non sono statiche, ma come noi, in continuo movimento. Un’azione efficace oggi, in risposta all’emozione del momento, non è necessariamente funzionale in un’altra circostanza, anche perché l’emozione stessa non è identica.

Step per passare dall’emozione all’azione:

Riconoscere l’emozione è sempre una fonte di interesse per la persona, poiché è la prima informazione riguardo a ciò che proviamo senza l’interferenza dell’apparato cognitivo.

Ascoltarla/ascoltarsi. Ogni emozione ci comunica qualcosa riguardo noi stessi, di quello che si sta verificando dentro di noi. Le emozioni sono legate ai nostri bisogni.

Darle un nome. Ampliare il nostro vocabolario emotivo ci aiuta a inquadrare meglio ciò che stiamo vivendo. Siamo soliti definire le nostre emozioni attraverso le sei emozioni primarie: rabbia. paura, gioia, sorpresa, tristezza, disgusto. Non ci ricordiamo che di queste esistono molteplici sfumature e riconoscerle permette di comprenderci meglio e di conseguenza di agire in modo coerente.

Es: –     Sono arrabbiato ( contrariato, stizzito, scontento, frustrato…)

  • Sono triste ( addolorato, malinconico, cupo, scosso,sconsolato…)
  • Sono disgustato ( indignato, nauseato, deluso, disincantato…)
  • Sono sorpreso ( colpito, catturato, incredulo, turbato…)
  • Ho paura (sono allarmato, agitato, smarrito, angosciato…
  • Provo gioia/felicità ( sono appagato, entusiasta, raggiante, vitale….)

Accoglierla, non esistono emozioni giuste o sbagliate, positive o negative. Tutte le emozioni sono utili e il non “attraversale” non comporta altro che la loro sedimentazione, logorandoci  e creando spesso disturbi fisici.

Analizzare il pensiero. I pensieri non corrispondono alla realtà, tendiamo a presupporre che siano razionale e corretti. Alcuni ovviamente lo sono, ma potremmo accorgerci che molti altri sono di parte o distorti. Abituiamoci ai cambi di prospettiva.

 

Gli step analizzati sopra, se praticati, diventeranno strumenti fondamentali  e a questo punto all’emozione seguirà un’azione scelta ed efficace.

 

Marina Tagni

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